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CONSULTORI PUBBLICI E GRATUITI: CONSEGNIAMO LE PRIME 50.000 FIRME ... e la petizione continua PER DIRE Sì ALLA SALUTE E ALL’AUTODETERMINAZIONE DELLE DONNE
Incontri
pubblici, dibattiti e tante, tantissime firme: i NO alla proposta di legge
Tarzia aumentano di giorno in giorno. La petizione con cui chiediamo il ritiro
di questa proposta di legge regionale (denominata 'Riforma e riqualificazione
dei consultori familiari') continua a raccogliere adesioni e consensi, intanto
abbiamo deciso di consegnare le prime 50.000 firme alla Presidente della Regione
Lazio Renata Polverini. A tale scopo abbiamo chiesto un incontro per:
L'ideologia che ispira la proposta di legge Tarzia nulla ha a che vedere con la pretesa di rinnovamento di un servizio che - nonostante negli anni non sia stato adeguatamente valorizzato né sostenuto sul piano economico e strutturale - è consolidato nella sua efficacia e si conferma ogni giorno quale presidio territoriale di insostituibile valore, pronto ad accogliere i bisogni essenziali delle donne, soprattutto di quelle socialmente più fragili. L'impronta confessionale della proposta è inaccettabile perché: impedisce alle donne di esercitare le loro scelte in modo autodeterminato, affida ad associazioni confessionali cattoliche un enorme potere di controllo sulla possibilità per le donne di scegliere liberamente e consapevolmente in materia di procreazione, istituisce un comitato bioetico con funzioni di controllo anche sul personale. Altrettanto inaccettabile è l'obiettivo di privatizzare i consultori. Dietro lo slogan propagandistico della difesa della famiglia, infatti, si celano intenti affaristici e la volontà di rafforzare economicamente associazioni confessionali utilizzando i soldi dei contribuenti. Alla Presidente Polverini chiediamo un impegno chiaro affinché:
Le donne e le famiglie che vogliono LIBERAMENTE PROCREARE attendono risposte concrete: LAVORO DIGNITOSO, SERVIZI SOCIALI ADEGUATI, UNA POLITICA DELLA CASA. Respingono al mittente la proposta di legge Tarzia, che è esattamente il contrario.
Roma, 5 aprile 2011 L'assemblea permanente delle donne |
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