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Incontro sulla Legge 194 Data l'attualità del tema e la
conseguente necessità di informare i giovani nello specifico della normativa in
vigore, il Capo di Istituto ha consentito agli insegnanti e alle classi
interessate di partecipare all'iniziativa. Il secondo intervento della biologa Silvia Berni è invece entrato nel merito della legge, spiegandone, con l'ausilio di slide, gli articoli più importanti e alcune questioni originate da diverse interpretazioni del testo della legge (ad esempio l'affermazione, sempre nell'art. 1, del ruolo dello Stato nella tutela della vita umana "dal suo inizio"). Infine, la dottoressa Berni ha posto l'accento su alcuni problemi che possono arrivare al punto di vanificare la legge, come l'esiguo numero di consultori o la scarsità del loro personale e soprattutto il fatto che gli ospedali non sono obbligati a rispondere alla domanda del territorio, costringendo spesso le donne che vogliono praticare l'interruzione di gravidanza ad affrontare gravi disagi. Nel terzo intervento, la
ginecologa Adriana Bruno ha spiegato le funzioni dei
Consultori, che vanno dall'informazione (sui contraccettivi, sulle norme
previste dalla legge, sulla possibilità di portare a termine la gravidanza per
poi dare il bambino/a in adozione,ecc), all'assistenza alla donna in stato di
gravidanza in modo che le sia garantita una scelta libera e consapevole
(eventuale mediazione con i genitori se la donna è minorenne, nomina di un
tutore, aiuto economico, proposta di case- famiglia, ecc.). Nell'intervento conclusivo,la docente Emma Avallone ha narrato una sua esperienza del 1978, quando un gruppo di femministe, per protestare contro le restrizioni e i ritardi della legge 194, ha dato vita in alcuni locali del Policlinico Umberto I di Roma ad un centro autogestito per l'interruzione di gravidanza, ricordandone il grande valore simbolico, nonostante la sua breve durata. All'attenzione con cui gli studenti hanno ascoltato le relatrici non ha corrisposto una conseguente partecipazione al dibattito: i ripetuti inviti a porre domande o a intervenire nel merito delle legge hanno trovato risposta soltanto nell'intervento di Susanna Ciceroni, della IV BP, che ha sottolineato il ruolo oggettivo che svolgono le condizioni economiche nella scelta di portare avanti o meno una gravidanza. La mancanza di interventi trova però una sua spiegazione, anche a detta delle organizzatrici, nel grande numero dei presenti, nel senso che un ambito più ristretto come la classe è forse più adatto a esprimere le proprie considerazioni o a mettere in comune le proprie esperienze su tematiche così personali. L'incontro si è infatti concluso con l'invito a proseguire la discussione con i propri insegnanti e compagni. |
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