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Incontro sulla Legge 194

 
Il 14 marzo 2008 il nostro Istituto ha ospitato una conferenza sulla Legge 194, promossa dalla Associazione Donne in Genere, presente nel nostro territorio con un Centro aperto a tutte le donne e alle loro problematiche.

Data l'attualità del tema e la conseguente necessità di informare i giovani nello specifico della normativa in vigore, il Capo di Istituto ha consentito agli insegnanti e alle classi interessate di partecipare all'iniziativa.
Nell'intervento introduttivo, Anita Lorenzotti, insegnante,ha fatto alcune puntualizzazioni, correggendo quelle che a suo avviso sono le distorsioni più evidenti veicolate dai media. Ad esempio, ha sottolineato che la legge, come è chiaramente enunciato nell'articolo 1, non è un mezzo per il controllo delle nascite, funzione per la quale esistono i contraccettivi; oppure ha evidenziato la confusione che viene fatta più o meno ingenuamente tra termini che non possono essere invece intercambiabili: feto e bambino non sono sinonimi, ma si riferiscono a due entità completamente diverse. Inoltre, ha posto l'accento sulla questione del reciproco rispetto delle scelte, in quanto in un ambito così delicato non esistono comportamenti oggettivamente giusti, ma decisioni soggettivamente accettabili.

Il secondo intervento della biologa Silvia Berni è invece entrato nel merito della legge, spiegandone, con l'ausilio di slide, gli articoli più importanti e alcune questioni originate da diverse interpretazioni del testo della legge (ad esempio l'affermazione, sempre nell'art. 1, del ruolo dello Stato nella tutela della vita umana "dal suo inizio"). Infine, la dottoressa Berni ha posto l'accento su alcuni problemi che possono arrivare al punto di vanificare la legge, come l'esiguo numero di consultori o la scarsità del loro personale e soprattutto il fatto che gli ospedali non sono obbligati a rispondere alla domanda del territorio, costringendo spesso le donne che vogliono praticare l'interruzione di gravidanza ad affrontare gravi disagi.

Nel terzo intervento, la ginecologa Adriana Bruno ha spiegato le funzioni dei Consultori, che vanno dall'informazione (sui contraccettivi, sulle norme previste dalla legge, sulla possibilità di portare a termine la gravidanza per poi dare il bambino/a in adozione,ecc), all'assistenza alla donna in stato di gravidanza in modo che le sia garantita una scelta libera e consapevole (eventuale mediazione con i genitori se la donna è minorenne, nomina di un tutore, aiuto economico, proposta di case- famiglia, ecc.).
Infine, la ginecologa ha esposto la sua visione del dibattuto problema dell'inizio della vita, che è alla base di pesanti giudizi sulla pratica dell'interruzione di gravidanza. Secondo lei, anche se la vita inizia da subito, il problema non si esaurisce, perché la vita stessa non è un fatto esclusivamente biologico, ma ha bisogno di relazioni e di accoglienza perché sia veramente tale.

Nell'intervento conclusivo,la docente Emma Avallone ha narrato una sua esperienza del 1978, quando un gruppo di femministe, per protestare contro le restrizioni e i ritardi della legge 194, ha dato vita in alcuni locali del Policlinico Umberto I di Roma ad un centro autogestito per l'interruzione di gravidanza, ricordandone il grande valore simbolico, nonostante la sua breve durata.

All'attenzione con cui gli studenti hanno ascoltato le relatrici non ha corrisposto una conseguente partecipazione al dibattito: i ripetuti inviti a porre domande o a intervenire nel merito delle legge hanno trovato risposta soltanto nell'intervento di Susanna Ciceroni, della IV BP, che ha sottolineato il ruolo oggettivo che svolgono le condizioni economiche nella scelta di portare avanti o meno una gravidanza.

La mancanza di interventi trova però una sua spiegazione, anche a detta delle organizzatrici, nel grande numero dei presenti, nel senso che un ambito più ristretto come la classe è forse più adatto a esprimere le proprie considerazioni o a mettere in comune le proprie esperienze su tematiche così personali. L'incontro si è infatti concluso con l'invito a proseguire la discussione con i propri insegnanti e compagni.

dal sito dell'ITC Matteucci

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