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Sabato a Roma manifestazione anti-Carfagna


«Adeschiamo diritti!». Con questo slogan le persone che si prostituiscono e gli operatori sociali alzano la voce contro il ddl Carfagna. E si faranno sentire, sabato prossimo a Roma (ore 14 piazza Farnese) con una manifestazione promossa insieme ad associazioni, comitati e cooperative sociali tra cui l'Arci e il Gruppo Abele, l'Asgi, il Comitato nazionale per i diritti civili delle prostitute, l'Ufficio pastorale migranti Piemonte, Ass. On the road, il Cnca, la rivista Carta e i Cantieri sociali, Donne in genere e Coordinamento transessuale "Silvia Rivera", il Consorzio di coop sociali della Campania e la Provincia di Pisa. Denunciano che, dalla presentazione del ddl Carfagna sulla prostituzione - appoggiato da campagne politico-mediatiche che hanno alimentato l'allarme sociale e la paura dei cittadini - si è creato un pericoloso clima di intolleranza verso tutti i soggetti più deboli, diversi e stranieri, tra cui chi si prostituisce. Evidente anche nell'aumento di aggressioni, violenze, discriminazioni, che si fanno passare come endemici e scontati atti di violenza metropolitana, sottacendone l'origine razzista, sessista e omo-transfobica. In sintesi, si legge sulla convocazione, è sulle persone socialmente più deboli (della cui sicurezza non ci si preoccupa), che si tenta di indirizzare l'insicurezza e la paura della gente, facendo diventare le persone che si prostituiscono «il capro espiatorio su cui sfogare le frustrazioni di un paese che sta impoverendo in tutti i sensi», mentre il governo invece di considerare le "cause" si impegna soprattutto per eliminare gli "effetti", nascondendo ciò che definisce "indecoroso" sotto il tappeto.
Ma per gli organizzatori quel ddl non renderà affatto i cittadini più sicuri «poiché la sicurezza si costruisce innanzitutto creando condizioni di benessere diffuso, di convivenza pacifica, di rispetto e pari opportunità, non spingendo al chiuso e nei ghetti persone che fanno parte della nostra società», rendendo ancora più difficile difenderle da violenze, stupri, sfruttamento, riduzione in schiavitù. E cozzando contro obblighi che lo Stato elude sulla protezione dei minori, visto che il ddl Carfagna prevede anche il rimpatrio forzato delle persone minorenni non italiane che si prostituiscono, costringendole a tornare nei luoghi dai quali sono fuggite. Il fenomeno sociale della prostituzione si trasferisce quindi, per un giorno - dai viali poco illuminati e dal ghetto in cui li si vuole ricacciare - sotto i riflettori della piazza. Per chiedere il diritto di usufruire di servizi e opportunità per chiunque voglia abbandonare la prostituzione; per la libertà di scelta e garanzie di aiuto alle vittime di tratta e sfruttamento; per liberarsi dal pregiudizio e per il diritto di agire liberamente.

 

Marina Zenobio

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