|
| |
Le esistenze e la libertà dei migranti in Italia e in
Europa sono oggi
palesemente calpestate dai governi con leggi razziste.
La precarizzazione dei rapporti di lavoro, unitamente
al proibizionismo in materia di ingressi dei migranti, produce sfruttamento e
insicurezza per milioni di persone.
Con queste condizioni, e con la costante minaccia di detenzione ed
espulsione pesantemente aggravata dall'entrata in vigore della legge Bossi-Fini,
hanno dovuto confrontarsi i migranti e le migranti dopo la straordinaria
manifestazione nazionale del 19 gennaio 2002, contro quella che allora era
ancora una proposta di legge e oggi è una tragedia collettiva.
La detenzione nei CPT, la logica condizionata dalla guerra preventiva, in atto
in molte zone del mondo - con cui vengono gestiti gli ingressi alle frontiere e
le espulsioni di massa dei quali siamo stati testimoni negli ultimi mesi sono il
segnale chiaro di una situazione sempre più grave, di una gestione sempre più
repressiva e arbitraria dei movimenti di libertà che i migranti mettono in atto
ogni giorno, nonostante e contro i confini.
Sono soprattutto le lotte dei migranti, che da marzo a oggi in tutta Italia sono
stati protagonisti di numerose mobilitazioni territoriali, a indicare che è
giunto il momento che quelle mobilitazioni assumano una dimensione generale.
Contro la vergognosa gestione dei rinnovi dei permessi di soggiorno e della
sanatoria del novembre 2002 ,che ha costretto buona parte dei migranti a pagare
i contributi di tasca propria e ha escluso i lavoratori autonomi e ambulanti;
per lo sblocco di tutti i permessi e le carte di soggiorno e il trasferimento
delle competenze per il rilascio agli enti locali, per una reale politica di
accoglienza dei richiedenti asilo, per il diritto alla casa.
Per la chiusura dei centri di detenzione e contro le deportazioni di
massa;contro il contratto di soggiorno e la legge 30 sul mercato del lavoro
migliaia di lavoratrici e lavoratori migranti hanno preso la parola per
affermare la loro libertà di muoversi,vivere e abitare in questo paese, anche
rivendicando un percorso di sciopero generale del lavoro migrante.
Con voce unica i migranti e le migranti insieme a tutto il movimento
antirazzista e contro il neoliberismo saranno in piazza a Roma, il 4
dicembre per
- la chiusura definitiva dei cpt
- l'abrogazione della legge bossi-fini, senza che si torni alla precedente
turco- napolitano e alla cultura che l'ha ispirata
- la rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto
di lavoro
- una legge in materia d'asilo politico che tuteli realmente i richiedenti
e i rifugiati
- una cittadinanza di residenza e il diritto di voto per tutti i migranti
- la libertà di circolazione e la regolarizzazione permanente per tutti i
migranti presenti in Italia
- il rilascio e il rinnovo immediati di tutti i permessi e delle carte di
soggiorno
- fermare tutte le espulsioni e gli accordi di riammissione
Il 4 dicembre 2004 a Roma sarà l'occasione per dare un segnale forte di lotta.
I migranti e i richiedenti asilo proseguiranno le iniziative nei
giorni successivi per ottenere dei risultati concreti. Le mobilitazioni
continueranno anche a livello internazionale - il 2 aprile 2005 giornata di
mobilitazione europea dei migranti - per indicare chiaramente come il
protagonismo e le aspirazioni di libertà dei migranti si muovano sempre più
rapidamente dentro e contro la "fortezza"
Europa.
| |
|