CENTRO DONNA L.I.S.A.

Via Rosina Anselmi 41 00139 Roma 0687141661

info@centrodonnalisa.it

 
                 donne in rete contro la violenza.

vuoi ricevere notizie dal centro donna?


 
iscriviti cancellati

 

 

libera associazione di donne

HOME

chi siamo

come raggiungerci

violenza contro le donne

LEGALE E PRIMA ACCOGLIENZA

appuntamenti

foto

corsi

AUTOPRODUZIONI

COMUNICATI

PROGETTI

FORMAZIONE

Memoria dell’ Associazione Donne in Genere

Per la XII Commissione Affari sociali

Camera Deputati

Indagine conoscitiva sullo stato di attuazione della legge n. 194

Per le funzioni attribuite ai consultori

 

Donne in Genere è nata a Roma come collettivo di donne nel 1993 e si è costituita in associazione nel 1995. La nostra finalità e il nostro impegno è rivolto alla difesa ed estensione dei diritti e libertà femminili. Nel 1997 abbiamo aperto a Roma il Centro Donna L.I.S.A., (LISA è un acronimo, esso sta per Libertà, Internazionalismo, Soggettività, Autodeterminazione). Il Centro svolge diverse attività rivolte alle donne, completamente gratuite.

Le più importanti riguardano le seguenti tematiche:

-     Violenza contro le donne.  Da anni realizziamo in collaborazione con gli Enti Locali progetti di prevenzione della violenza rivolti ad adolescenti ed adulti ed offriamo presso il nostro centro accoglienza, sostegno e consulenza legale alle donne che l’hanno subita.

-     Donne, sessualità e salute riproduttiva. Dalla sua costituzione facciamo parte della Consulta dei Consultori del Comune di Roma, lavoriamo in rete con i consultori familiari pubblici e svolgiamo seminari, incontri e dibattiti sulla salute della donne sia presso la nostra struttura  che nelle scuole secondarie superiori.

-     Immigrazione ed interculturalità. Svolgiamo attività di formazione (Corsi di italiano e di informatica per immigrate); servizio di consulenza su: diritti, servizi ed opportunità; incontri ed attività tra migranti e native

-     Pace e solidarietà internazionale. Abbiamo realizzato progetti di cooperazione internazionale di empowerment per le donne ed adolescenti del Sud del mondo e promosso incontri pubblici con le tante esperienze dell’associazionismo femminile internazionale.

Collaboriamo a livello locale, nazionale ed internazionale con le varie reti di associazioni e non costruite dalle donne.

Per tornare al tema specifico dell’audizione, cioè l’indagine conoscitiva sull’attuazione della legge 194 con particolare riferimento all’attività consultoriale, crediamo di poter offrire un contributo alla riflessione anche a partire dal nostro parziale osservatorio.

In questi 13 anni di attività dell’associazione i consultori pubblici sono stati per noi un punto di riferimento indispensabile per le molte donne giovani e adulte, italiane ed immigrate, che si sono rivolte al nostro centro per chiedere informazioni e sostegno riguardo a problemi inerenti la loro salute riproduttiva. Nello specifico le richieste d’informazione hanno riguardato: la dislocazione sul territorio dei consultori, i metodi contraccettivi, le modalità dell’interruzione volontaria di gravidanza, la pillola del giorno dopo, la RU486, la richiesta di sostegno psicologico ed altro ancora. 

In tutte queste occasioni abbiamo sempre trovato, nei limiti della disponibilità delle risorse professionali che operavano nel singolo consultorio, un’equipe multisciplinare con buona professionalità ma soprattutto fortemente motivata alla presa in carico del problema posto dalla donna da noi inviata. In particolare per quanto riguarda la richiesta di IVG, la nostra esperienza ci conferma che tutti i consultori sono in grado di attuare la legge 194 per la presenza indispensabile di medici non obiettori, essi erano e sono strutturati ed organizzati come previsto dalla legge e contribuiscono in maniera significativa, nel rispetto della dignità e della scelta individuale della donna, a rendere più umano un percorso per un intervento sanitario che in molti casi può rappresentare  nella vita di una donna un evento traumatizzante.

Un aspetto molto importante concerne la stretta collaborazione con gli ospedali. Gli ospedali infatti  attraverso la segnalazione del consultorio inseriscono la donna  nella loro lista di richieste di IVG, incidendo così fortemente sui tempi di attesa per l’intervento che rappresentano molto spesso uno dei fattori più importanti di diminuzione del senso di disagio, malessere ed anche di sofferenza per le donne che hanno scelto di interrompere la gravidanza. Purtroppo, abbiamo potuto verificare per esperienza diretta e non solo per conoscenza di puri dati statistici, un disinteresse istituzionale sempre più crescente rispetto a questo importante servizio di prevenzione. Solo per rimanere a livello  di Roma, Provincia e Regione Lazio in questi anni abbiamo avuto segnalazioni continue e riscontrato personalmente un enorme sofferenza del servizio. Tantissimi consultori sono stati chiusi per la fatiscenza dei locali o per mancanza di personale e quelli esistenti operano molto spesso in situazione di sotto organico, con scarse risorse di strutture, strumenti e materiali  (vetrini per pap test, spirali ecc…) e in locali assolutamente inadeguati, in particolare rispetto al diritto alla privacy, alla  dislocazione, alle esigenze delle/gli adolescenti.

In questi ultimi dieci anni siamo state chiamate sistematicamente ad intervenire per impedire che alcuni consultori chiudessero, che fosse rispettata la pianta organica prevista per legge, che non fosse interrotto il servizio per l’attuazione della legge 194 per assenza di medici non obiettori, che i consultori per inadeguatezza dei locali e scarsità di risorse umane e strumentali non si trasformassero in semplici servizi ambulatoriali.

Purtroppo questa situazione ha inciso gravemente rispetto alle grandi potenzialità che nei  primi anni di attuazione della legge 405 si sono potute esprimere sul territorio, realizzando una politica efficace di prevenzione con una forte visibilità, resa possibile attraverso strumenti informativi sull’attività consultoriale, l’intervento sistematico di educazione sessuale nelle scuole, la possibilità per gli/le operatrici di farsi conoscere  nei quartieri come punti di riferimento per le donne rispetto alla tematiche che riguardano la contraccezione, la prevenzione dei tumori femminili, il percorso maternità, l’IVG, le malattie sessualmente trasmissibili e soprattutto attraverso il peculiare e significativo tratto che distingue il consultorio da un semplice ambulatorio, vale a dire la disponibilità di una equipe multisciplinare e  le modalità di accoglienza dell’utenza.

Solo per fare alcuni esempi, ricordiamo nel IV municipio, ma a Roma avveniva anche in molte altri quartieri, era in funzione un pulmino, messo a disposizione dei consultori che si posizionava nei luoghi più frequentati dalle donne: piazze, mercati, scuole, che offriva materiali informativi ed in alcuni periodi offriva la possibilità di effettuare il PAP Test, che all’epoca non era una prassi consolidata di prevenzione tra le donne, all’interno dello stesso pulmino adeguatamente attrezzato sia dal punto di vista degli strumenti che del personale.

Nei nostri innumerevoli incontri nelle scuole secondarie superiori, consapevoli della concreta richiesta di ricorso all’IVG da parte delle adolescenti, abbiamo sempre chiesto se fossero a conoscenza dell’esistenza dei consultori  e della loro ubicazione, ed ogni volta  è emerso  che la maggior parte degli/lle adolescenti ne erano completamenti ignari.

 

Anche per quanto riguarda la situazione delle donne immigrate, sia attraverso le attività che svolgiamo al Centro donna, sia attraverso la conoscenza delle donne che si rivolgono alla nostra struttura per richiederci informazioni od aiuto rispetto ai loro problemi, che attraverso gli interventi che abbiamo svolto nelle scuole con i corsi rivolti alle immigrate, emerge che moltissime di loro non hanno informazioni sull’esistenza e le attività dei consultori. Non sanno ad esempio che il servizio è completamente gratuito, non hanno conoscenza della possibilità di accedervi attraverso il tesserino sanitario rilasciato dalla ASL anche per coloro che non sono in possesso di permesso di soggiorno.

In particolare per quanto riguarda l’alta percentuale di immigrate che fanno ricorso all’IVG e di frequente sono recidive, a partire dalla nostra esperienza vorremo sostenere l’importanza fondamentale dell’inserimento nella pianta organica dei consultori delle mediatrici culturali.

Siamo a conoscenza che solo alcuni consultori, se hanno sottoscritto convenzioni, utilizzano qualche volta questa figura professionale.

 Vogliamo raccontare un caso di cui siamo venuti a conoscenza pochi giorni fa: è stata chiamata da un consultorio una mediatrice culturale, con la quale collaboriamo da anni, di origine etiope, perché una donna immigrata era la quarta volta che faceva ricorso all’IVG, nonostante che tutte le volte fosse stata messa a conoscenza dal servizio dei metodi contraccettivi e dei rischi per la sua salute. A colloquio con la mediatrice culturale la donna è stata in grado di raccontare tutta la sua storia. Era allergica alla pillola anticoncezionale che le recava gravi disturbi e sistematicamente veniva violentata dal marito. L’utilizzo della mediatrice ha permesso non solo l’utilizzo di metodi contraccettivi più individualizzati ma soprattutto ha permesso anche l’inizio di un percorso che permettesse alla donna di uscire dalla spirale della violenza che continuava a subire.

Per quanto riguarda invece più in generale l’applicazione della legge 194 vorremmo sottolineare le gravi difficoltà che reca il fenomeno diffusissimo dell’obiezione di coscienza da parte del personale sanitario. Nel pieno rispetto delle libertà di coscienza di ognuno/a, crediamo che si debba affrontare per legge che nelle strutte pubbliche (consultori e ospedali) deve essere comunque garantita la presenza di non obiettori, per vari ordini di motivi: uno fra questi per facilitare, ad esempio, le donne a rivolgersi al più vicino consultorio rispetto al luogo di abitazione ed incidere quindi sull’alta percentuale di donne italiane che si rivolgono al medico di famiglia o ad altro specialista per la certificazione richiesta per l’IVG. Crediamo infatti che questo fenomeno potrebbe essere anche causato da una scarsa conoscenza dei servizi sul territorio e dalle difficoltà che la donna incontra nel reperire un consultorio che abbia la disponibilità di medici non obiettori.

Questo eviterebbe anche  i tempi lunghi delle liste di attesa degli ospedali, che rendono ancora più difficile e dolorosa la scelta di IVG per la donna  e  solleverebbe il personale sanitario che attua l’IVG da un carico di lavoro che da molto tempo risulta insostenibile.

 

Inoltre vorremmo sottolineare che in molte strutture ospedaliere, l’IVG viene effettuato nello stesso reparto maternità, con grande disagio e sofferenza per le donne che hanno compiuto una scelta diversa.

Evidenziamo anche i problemi delle donne che durante il weekend, si sono rivolte al nostro Centro per le difficoltà che hanno incontrato negli ospedali per la prescrizione della pillola del giorno dopo. Noi stesse siamo intervenute presso queste strutture ma non siamo riuscite a risolvere questo problema che in alcuni casi eviterebbe il ricorso all’IVG, per tutto quello che comporta rispetto alla vita di una donna.

Per concludere, ribadiamo la nostra ferma convinzione che il consultorio, così come previsto dalla legge, sia ancora in Europa una delle strutture sanitarie più all’avanguardia, ma occorre intervenire con un urgenza per adeguarne il numero (1 ogni 20.000 abitanti), le strutture, che in moltissimi casi sono in stato di abbandono, ristabilirne tutte le piante organiche che negli anni sono state drasticamente depauperate, aprirne di nuovi specificatamente rivolti agli e alle adolescenti per favorire il loro accesso, effettuare un’attiva ed efficace offerta attiva sul territorio, come avveniva nei primi anni di applicazione della legge, inserire stabilmente nella loro pianta organica la figura dei/lle mediatrici culturali. Crediamo che attraverso queste misure di potenziamento dei consultori si possa incidere ulteriormente  per una drastica riduzione del ricorso all’IVG.

 

 

 

                                                                                               

 

 

materiali

legislazione

centri antiviolenza

 DONNE IN RETE CONTRO LA VIOLENZA

consultori a Roma

rassegna stampa

contraccezione e aborto

LINKS

 

site search by freefind advanced


 

Via Rosina Anselmi 41 00139 Roma 0687141661

Puoi sostenere le attività del Centro Donna L.I.S.A.  inviando un contributo a  Ass. Donne in Genere O.N.L.U.S. IBAN  IT97 H062 8003 2050 0000 3010 136 

Donne in Genere è una O.N.L.U.S.Ogni contributo in suo favore e' detraibile ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs 4/12/97 n. 460 O.N.L.U.S.