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Ai collettivi femministi e lesbici,
alle associazioni di donne,
alle donne che sono stufe di subire attacchi quotidiani contro il diritto
all’autodeterminazione,
Il 22 maggio 1978, a seguito di grandi mobilitazioni delle donne, è stata
promulgata la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza. Sono passati
trentadue anni, e ci ritroviamo ancora a dover lottare per avere la
possibilità di decidere sul nostro corpo. Nel corso di questi anni i governi che
si sono succeduti, sempre con la spinta, il sostegno e la benedizione delle
gerarchie vaticane, hanno in vari modi attentato all’autodeterminazione delle
donne. A volte in maniera esplicita, con le varie proposte di modifica della
194, molto spesso ostacolando l’applicabilità della legge stessa. Ci sono molti
modi per non mettere in pratica una legge: si può usare l’obiezione di
coscienza in maniera così estesa da costringere i pochi medici non obiettori ad
abbandonare per esaurimento; si possono chiudere i consultori o lasciarli senza
risorse economiche; si può impedire di fatto la scelta di utilizzare un farmaco
(RU4896) in alternativa all’intervento prescrivendo una costosa ed inutile
degenza in ospedale.
Se non riprendiamo in mano le nostre vite, se non lo facciamo in fretta, non
solo torneremo a morire di aborto clandestino, ma avremo perso la più grande
battaglia che il movimento delle donne ha combattuto e vinto negli ultimi
cinquanta anni.
Vediamoci e parliamone alla casa internazionale
lunedì 10 maggio alle ore 18
Se ci sarà l’accordo, la voglia e le forze potremmo costruire insieme una
scadenza di piazza per il 22 maggio, per fare ancora una volta sentire la nostra
voce.
22 MAGGIO 1978 – 22 MAGGIO 2010
A TRENTADUE ANNI DALL’ENTRATA IN VIGORE DELLA 194 DIFENDIAMO LA NOSTRA LIBERTA’
DI SCELTA.
IN UN CLIMA DI CONTINUI ATTACCHI ALLA LEGGE 194 E ALLA NOSTRA
AUTODETERMINAZIONE, SCENDIAMO IN PIAZZA PER RIBADIRE IL DIRITTO
- DI ESSERE NOI LE SOLE E LE UNICHE A DECIDERE DEI NOSTRI CORPI
- DI SCEGLIERE SE E IN CHE MODO INTERROMPERE UNA GRAVIDANZA
- DI VIVERE UNA MATERNITA’ CONSAPEVOLE
- DI RICEVERE ADEGUATA INFORMAZIONE E DI PARTECIPARE ALLE DECISIONI SULLE
MODALITA’ DI SOMMINISTRAZIONE DELLA RU 486
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