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APPELLO PER IL G8 DELLE DONNE Eravamo in tante a Genova il 15 e 16 luglio per dire NO al G8, ai “grandi” della terra che vorrebbero pianificare le loro ricchezze sulla nostra pelle senza essere disturbati. Eravamo in tante a Bologna il 30.6 per dire No alla crociata contro le donne voluta dal vaticano e dalla sua servitù politica. Eravamo tante perchè sappiamo da sempre che siamo noi a dover difendere quello che è stato conquistato con lotte decennali dalle donne. Sappiamo anche che sono le donne le più colpite dalla povertà e dalla miseria nel mondo, le più attaccate nel diritto a decidere del proprio corpo e della propria vita. Sappiamo che quella della guerra (intelligente, “umanitaria”, alta, bassa, o di media intensità che sia) è una politica “maschia” che ben riflette il pensiero dominante dell’economia liberista, degnamente rappresentata dai signori del G8. Sappiamo che la loro strategia per gli anni a venire sarà quelle delle guerre “locali” che non toccheranno il ricco occidente, che prospera proprio grazie a queste strategie belliciste. Si avvicina il G8 in un clima reso pesantissimo dalla disinformazione voluta e imbastita dai mass-media attraverso la criminalizzazione di tutte/i coloro che vi si oppongono. Per tutto questo vorremmo che a Genova il 21 luglio le donne rendessero ben visibile il loro NO ai signori della fame e della guerra con un loro pezzo di corteo, proprio per dar voce a quella parte di umanità che paga più di tutti la politica di governanti criminali. Vorremmo che con noi ci fossero le sorelle migranti, vorremmo poter rappresentare così le INDICIBILI, quei milioni di bambine che lavorano dalle quattro alle sedici ore al giorno per un tozzo di pane, quei milioni di bambine usate e stuprate dal grasso turismo occidentale, quella parte di umanità - la maggiore - derubata, immiserita, violentata e uccisa nel silenzio generale. Per questo abbiamo un sogno: CI aspettiamo tutte insieme a Genova il 21 luglio 2001. “La globalizzazione è l’imposizione di una cultura specifica su tutte le altre; non ricerca affatto l’equilibrio ecologico su scala planetaria .............. E’ una rapina messa in opera da una classe, da una razza e spesso da un solo genere nonchè da una singola specie su tutte le altre”. Vandana Shiva Associazione Donne in Genere |
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