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LE RELAZIONI PERICOLOSE

 

 Da due anni le associazioni Donne in Genere e Progetto Laboratorio copresentano progetti al IV Municipio, rivolti ad adolescenti e ragazze/i, a partire dall’assunto che viviamo in un mondo abitato da donne e uomini, da soggetti, quindi, che hanno storia sociale, economica, culturale, politica e simbolica differente.

 

L’approvazione, dei giorni scorsi, dei progetti per i servizi previsti dal Piano di Zona Sociale approvato dal IV Municipio, contraddice il piano stesso.

 

Infatti il Piano di Zona stabilisce  testualmente:

 

-         di confermare la sopravvivenza dei centri esistenti (Colle Salario e Via Capraia).

-         di prevedere nelle schede operative i "Laboratori di Genere" fra i servizi innovativi (pag. 128) ciò nel rispetto della legge 328, che sottolinea come uno dei principali criteri di valutazione dei servizi debba essere l’impatto di genere.

 

L’esito dei bandi, bocciando le proposte di Donne in Genere e Progetto Laboratorio cancella           l’introduzione di servizi innovativi, scaturiti dall'esperienza maturata localmente, e nega la sperimentazione di un punto di vista di genere nella gestione dei servizi sociali.

 

Donne in Genere e Progetto Laboratorio sono due associazioni distinte con percorsi ed attività differenti.

 

Donne in Genere, che gestisce il Centro Donna L.I.S.A. attraverso l’autofinanziamento, è un’associazione politica femminista. Ha come finalità quella di contribuire a costruire un pensiero critico femminile, promuovere la soggettività delle donne, combattere una cultura patriarcale ancora lontana dall’essere sconfitta, sviluppare iniziative ed attività tra donne di generazioni e culture diverse,  prevenire ed intervenire sulla violenza contro le donne, esercitata all’interno e fuori dalla famiglia.

Progetto Laboratorio è un’associazione che lavora e vive gestendo servizi sociali finanziati dalle Istituzioni. E’ impegnata su un piano professionale e lavorativo per la ricomposizione tra la parte operativa e quella progettuale nei servizi,  promuove reti con i professionisti del sociale, imposta il suo lavoro sulla costruzione di relazioni umane e sociali per cercare di riportare fra chi vive il territorio la possibilità di poter scegliere, progettare, proporre e controllare quali servizi avere e con quali modalità.

 

Associazioni diverse quindi, ma che condividono un intervento nel sociale, caratterizzato da  un punto di vista di genere, che vuole:

 

  • costruire, a partire dall’intervento sociale, reti di partecipazione, le più aperte possibili, tra cittadine/i, associazioni, servizi,  istituzioni, che si impegnino a rompere l’isolamento e la solitudine sociale, la miseria economica e culturale, il degrado umano e ambientale, e costruiscano relazioni umane e forti legami sociali di solidarietà e giustizia
  • ridare a chi vive nel territorio il poter decisionale di scegliere quali servizi avere e con quali finalità, per essere soggetti attivi del controllo e monitoraggio degli stessi, in relazione con le istituzioni preposte
  • operare con criteri di trasparenza, nei confronti delle/i cittadine/i e delle istituzioni  nella gestione dei fondi pubblici e degli interventi
  • garantire la professionalità delle operatrici e degli operatori che intervengono nei servizi

.

Con le sue decisioni, il IV Municipio dimostra la volontà di cancellare  ed impedire che  diventino patrimonio comune del nostro territorio questo nostro modo di pensare ed agire comune che contrasta la logica della mercificazione dei bisogni sociali, della privatizzazione selvaggia dei servizi, del profitto economico come principio regolatore assoluto della vita di donne e uomini, e si oppone ad una cultura patriarcale che nega e minaccia costantemente diritti e libertà delle donne

 

Oggi questa Amministrazione Municipale si assume una pesante  responsabilità  di governo che,  ancora una volta, accentra la gestione dei servizi sociali nelle mani delle grandi imprese del settore, chiude centri aggregativi giovanili, con conseguente perdita di posti di lavoro e rinuncia alla gestione dei servizi sociali con un’ottica di genere.

 

Donne in Genere, che è nata dieci anni fa e che ha occupato nel 1997 dei locali abbandonati dello Istituto Case Popolari, con l’aiuto e il sostegno di tante donne di tutta Roma, per aprire il Centro Donna L.I.S.A.  (Libertà-Autodeterminazione-Soggettività-Internazionalismo), è insieme a tutte quelle forze che sul territorio sono impegnate nella costruzione di un’opposizione sociale che già prima a partire dal rifiuto della guerra ed ora, dal ritiro immediato delle truppe italiane in Irak, rimetta al centro della Politica i diritti fondamentali di donne e uomini e la partecipazione attiva di tutte/i cittadine/i, per un cambiamento radicale di Governo del IV Municipio. 

 

 

 

IV MUNICIPIO: NON APRITE QUELLA PORTA!!!

 

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