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CAMERA DEI DEPUTATI N. 3826

DISEGNO DI LEGGE

PRESENTATO DAL VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

(FINI)

DAL MINISTRO PER LE RIFORME ISTITUZIONALI E LA DEVOLUZIONE

(BOSSI)

E DAL MINISTRO PER LE PARI OPPORTUNITA‘

(PRESTIGIACOMO)

DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

(CASTELLI)

CON IL MINISTRO DELL’INTERNO

(PISANU)

E CON IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

(TREMONTI)

Disposizioni in materia di prostituzione

Presentato il 26 marzo 2003

ONOREVOLI DEPUTATI ! — Il presente disegno di legge affronta un tema particolarmente controverso per le sue molteplici implicazioni di carattere etico e culturale.

Nel rispetto della Convenzione per la repressione della tratta degli esseri umani e dello sfruttamento della prostituzione, adottata a New York il 25 marzo 1950, resa esecutiva ai sensi della legge 23 novembre 1966, n. 1173, che considera « la prostituzione e il male che la accompagna, vale a dire la tratta degli esseri umani ai fini della prostituzione, incompatibili con la dignita‘ e i valori della persona umana », il testo normativo che si propone ha come primario obiettivo quello di intervenire sulla legge 20 febbraio 1958, n. 75, recante « Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui », al fine  di adeguarla al radicale mutamento che il fenomeno della prostituzione ha avuto negli ultimi anni.

Nel nostro Paese, infatti, a causa dell’intensificarsi dei flussi migratori e del coinvolgimento della criminalita‘ organizzata nell’attivita‘ di sfruttamento e induzione alla prostituzione, si assiste non solo ad un progressivo incremento del numero delle persone che volontariamente sono dedite al meretricio, ma soprattutto alla prevalenza di forme di sfruttamento della prostituzione altrui da parte di vere e proprie organizzazioni criminali.

Tra le principali esigenze a cui far fronte rientra, pertanto, quella di contrastare efficacemente l’esercizio della prostituzione su strada, posto che e‘ soprattutto in luogo pubblico che si perpetrano le piu‘ gravi fattispecie criminose finalizzate allo sfruttamento sessuale. Si stima, infatti, in circa 25.000 il numero delle   prostitute straniere esportate in Italia nel corso di questi ultimi anni e costrette a prostituirsi nelle strade in quanto vittime della violenza e della minaccia degli sfruttatori. L’introduzione nel nostro ordinamento del divieto di esercitare la prostituzione in luogo pubblico o aperto al pubblico, con conseguente regime sanzionatorio da applicare anche ai         « clienti » che si avvalgono delle prestazioni sessuali dei soggetti che esercitano la prostituzione, puo‘ considerarsi  una scelta necessaria anche in relazione alla non secondaria preoccupazione del legislatore di impedire che i comportamenti

in cui si sostanzia l’esercizio della prostituzione, nonche´ quelli propedeutici

alla pratica sostanziale della prostituzione stessa, si esteriorizzino sotto forma di incontro tra domanda ed offerta.

Passando ad una disamina tecnica del provvedimento, si evidenzia che, con l’articolo

1 del disegno di legge, sono stati aggiunti all’articolo 1 della legge 20 febbraio

1958, n. 75 (cosiddetta « legge Merlin»), ulteriori commi con i quali si sancisce

il divieto di esercizio della prostituzione in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

La violazione di tale divieto comporta la condanna al pagamento di

una somma di denaro a titolo di sanzione amministrativa, mentre, in caso di reiterazione, tale comportamento assume natura di illecito penale punito con l’arresto

da cinque a quindici giorni e con l’ammenda da duecento a mille euro. In considerazione, tuttavia, del forte collegamento esistente tra la prostituzione

su strada e il fenomeno della tratta delle persone finalizzate allo sfruttamento della

prostituzione, e‘ stata prevista – allo scopo di impedire la criminalizzazione di persone

che, in realta‘ , sono gia‘ vittime di gravi violenze – una specifica causa di non

punibilita‘ , che esclude l’applicazione della sanzione nei confronti di chi, mediante

allegazione di specifici e riscontrabili elementi, dimostri di essere stato costretto a

prostituirsi contro la sua volonta‘. Per rendere, inoltre, effettivo il divieto

di esercizio della prostituzione in luogo pubblico o aperto al pubblico, si e‘ deciso

di punire con la sanzione amministrativa pecuniaria e, in caso di reiterazione, con

l’ammenda, anche il comportamento di chi si avvale o compie atti idonei, diretti ad

avvalersi delle prestazioni sessuali offerte dai soggetti che esercitano la prostituzione

nei luoghi in cui questa e‘ vietata.

La « legge Merlin », inoltre, e‘ stata modificata con riferimento ad ipotesi criminose

(quale quella del favoreggiamento della prostituzione) che, gia‘ nell’applicazione

giurisprudenziale, si sono rivelate estremamente rigide, ma che, soprattutto a

seguito della prevista introduzione del divieto di esercizio della prostituzione in

luogo pubblico o aperto al pubblico, sono apparse eccessivamente rigorose nell’individuazione del potenziale ambito di applicazione. Si tratta, in particolare, della disposizione che prevede la non punibilita‘ , per il reato di cui all’articolo 3, primo comma, numero 8), della legge n. 75 del 1958, delle attivita‘ di reciproca assistenza, senza fini di lucro, tra soggetti che esercitano la prostituzione, e cio‘ allo scopo di agevolare forme di solidarieta‘ che possano aiutare chi si prostituisce a non cadere vittima di situazioni di sfruttamento.

Atti Parlamentari — 2 — Camera dei Deputati — 3826

XIV LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI

Inoltre – anche in questo caso, allo scopo di attenuare eccessive rigidita‘ interpretative che hanno ritenuto integrato il reato di favoreggiamento della prostituzione, indipendentemente dalla sussistenza di un intento speculativo – si e‘ prevista come penalmente irrilevante la locazione per civile abitazione di un appartamento nel quale si eserciti la prostituzione a condizione, tuttavia, che non se ne ricavi un indebito profitto, rimanendo, altrimenti, integrato il reato di sfruttamento della prostituzione.

In tali casi, e‘ stato previsto che i regolamenti condominiali possano, a maggioranza qualificata, prevedere che gli immobili non siano destinabili all’esercizio della prostituzione. Il danno derivante in termini di perdita di valore degli immobili potrebbe, dunque, in molti casi essere evitato nelle forme di legge.

L’articolo 2 del disegno di legge introduce nel codice penale l’articolo 590- bis con il quale si prevede che il giudice chiamato a decidere su casi di omicidio colposo o di lesioni personali colpose – quando la morte o la malattia siano state provocate da agenti patogeni trasmessi sessualmente da soggetto che eserciti abitualmente la prostituzione – debba tenere conto, quale elemento di valutazione della sussistenza e del grado della colpa, anche dei controlli clinico-sanitari effettuati  dal soggetto sottoposto a procedimento penale. Si ritiene, in tale modo, di aver dato adeguata rilevanza giuridica al problema, certamente non trascurabile, del rischio di contagio di malattie sessualmente trasmissibili da parte di chi esercita la prostituzione.

In altri termini, si e‘ evidenziata l’opportunita‘ di eseguire periodici controlli sanitari, senza tuttavia renderli obbligatori per legge. Tale ultima soluzione non e‘, infatti, percorribile ponendosi in aperto contrasto con quanto contenuto nella citata Convenzione del 1950, che impone alle Parti « di assumere le iniziative necessarie per abrogare o abolire tutte le leggi, i regolamenti e le pratiche amministrative secondo le quali le persone che si impegnano o sono sospettate di impegnarsi nella prostituzione devono farsi iscrivere su dei registri speciali, possedere dei documenti speciali, o conformarsi a condizioni eccezionali di sorveglianza o di notifica

» (articolo 6).

Ulteriori modifiche al codice penale si sono rese necessarie per modificare il trattamento sanzionatorio di condotte criminose gia‘ previste nell’ordinamento, ma per le quali, in considerazione della loro gravita‘ , si e‘ ritenuto necessario inasprire le pene. L’articolo 3 del disegno di legge, in particolare, inasprisce la pena attualmente prevista per il reato di prostituzione minorile prevedendo che chi compie atti sessuali con un minore di eta‘ compresa tra i quattordici e i diciotto anni in cambio di denaro o di altra utilita‘ economica venga punito sia con pena detentiva che con pena pecuniaria, modificando, quindi, la vigente disciplina che, prevedendo, invece, il meccanismo della scelta tra i due tipi di sanzione, non appare adeguata alla reale gravita‘ del reato.

La modifica del vigente secondo comma dell’articolo 600-bis del codice penale si e‘, inoltre, resa necessaria per ampliare l’ambito di operativita‘ della fattispecie, attualmente limitata ai minori di eta‘ compresa

tra i quattordici e i sedici anni, al fine di

comprendere – secondo quanto indicato

nella proposta di decisione quadro del

Consiglio dell’Unione europea sulla lotta

contro lo sfruttamento sessuale dei bambini

e la pornografia minorile – tra le

persone offese anche i minori fino a

diciotto anni di eta‘.

L’articolo 4 del disegno di legge introduce

l’ipotesi criminosa dell’associazione a

delinquere finalizzata allo sfruttamento

della prostituzione per la quale si prevede

un aumento fino a due terzi delle pene

attualmente previste per l’ipotesi delittuosa

associativa comune.

L’articolo 5 del disegno di legge, allo

scopo di incentivare forme di collaborazione

con la polizia giudiziaria e l’autorita‘

giudiziaria, estende le misure di protezione

previste dal capo II del decreto-legge 15

gennaio 1991, n. 8, convertito, con modificazioni,

dalla legge 15 marzo 1991, n. 82,

anche alle persone che collaborano signifi-

Atti Parlamentari — 3 — Camera dei Deputati — 3826

XIV LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI

cativamente nelle indagini concernenti la

prostituzione minorile o le organizzazioni

criminali di stampo associativo dedite alla

commissione di reati volti al reclutamento,

all’agevolazione, al favoreggiamento e allo

sfruttamento della prostituzione. In tale

prospettiva, sono stati rafforzati gli strumenti

di finanziamento per l’attuazione

dell’articolo 18 del testo unico di cui al

decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,

con un apposito stanziamento aggiuntivo.

Al comma 3 dell’articolo 5, infine, e‘

previsto che le questure segnalino ai servizi

sociali territorialmente competenti i

cittadini stranieri indotti ad esercitare la

prostituzione allo scopo di favorirne, in

condizioni di maggiore sicurezza, il ritorno

al Paese d’origine.

Atti Parlamentari — 4 — Camera dei Deputati — 3826

XIV LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI

RELAZIONE TECNICA

(Articolo 11-ter, comma 2, della legge 5 agosto 1978, n. 468,

e successive modificazioni).

I programmi di assistenza e di integrazione sociale disciplinati

dall’articolo 18 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio

1998, n. 286, sono finanziati nei limiti delle risorse disponibili,

attualmente pari a 5,16 milioni di euro annui, sulla base dei criteri

e delle modalita definiti dal decreto del Ministro per le pari

opportunita‘ 23 novembre 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale

n. 291 del 13 dicembre 1999. In particolare, tale decreto individua due

tipologie di programmi ammissibili ai finanziamenti: azioni di sistema

e programmi di protezione sociale. Con riferimento a questi ultimi, il

Ministro per le pari opportunita‘ emana un bando ai fini della

presentazione e della selezione dei relativi progetti.

Il presente disegno di legge e‘ diretto ad incrementare le risorse

per il finanziamento di tali programmi, prevedendo la destinazione di

ulteriori risorse pari a 5,58 milioni di euro annui per il triennio

2003-2005.

In tali termini, ferma restando la natura concessiva degli interventi,

la maggiore spesa derivante dal provvedimento resta, in ogni caso,

determinata nei limiti degli importi indicati.

Circa le esigenze sottostanti alla proposta in argomento, si

illustrano alcuni risultati relativi all’attivita‘ condotta con le risorse

sino ad oggi disponibili:

a) azioni di sistema:

dall’anno 1999: istituzione e funzionamento del numero verde

antitratta, strumento per consentire alle vittime della tratta di trovare

un valido aiuto. Tale intervento, al quale sono state destinate risorse

dall’anno 1999 all’anno 2002 complessivamente pari a circa 7 miliardi

di lire, risulta costituito da una postazione nazionale (con circa 20

operatori attivi giorno e notte) e da 14 postazioni locali che si

avvalgono di un centinaio di operatori;

anno 2000: azione coordinata dal Ministero della giustizia,

ancora in fase di svolgimento, volta al monitoraggio nazionale

dell’attivita‘ e dei risultati conseguiti dalle procure della Repubblica

nelle inchieste scaturite dalle denunce contro i trafficanti di persone

a fini di sfruttamento sessuale. A tale iniziativa sono state destinate

risorse pari a 459,2 milioni di lire;

anni 2001-2002: azione, alla quale sono state destinate

complessivamente risorse pari a 550 milioni di lire, coordinata dal

Ministero dell’interno con la collaborazione dell’Organizzazione internazionale

per le migrazioni, volta ad effettuare il rimpatrio

volontario assistito per le donne e i minori vittime del traffico che non

vogliano piu‘ rimanere in Italia e che vogliano tornare ai Paesi

d’origine. Tale azione che si e‘ conclusa nel settembre 2002 con

Atti Parlamentari — 5 — Camera dei Deputati — 3826

XIV LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI

l’effettuazione di tutti i rimpatri assistiti che erano stati programmati

nel progetto ordinario, verra‘ attuata anche nell’anno 2003, sulla base

di un finanziamento pari a 284 mila euro;

b) progetti di protezione sociale. Con riferimento a tali progetti

sono stati emanati dal 1999 al 2002 quattro Avvisi ai fini della scelta

dei programmi di protezione sociale da finanziare:

Avviso n. 1 (1999): ammontare risorse inizialmente previsto

pari a 10 miliardi di lire; 49 progetti ammessi al finanziamento per

complessivi 16,466 miliardi di lire; numeri di vittime della tratta che

hanno beneficiato di tali progetti: 1.755; permessi di soggiorno

rilasciati per motivi di protezione sociale: 833; vittime della tratta

contattate dagli operatori: 5.577; vittime accompagnate ai servizi

sociali: 3.381;

Avviso n. 2 (2000): ammontare risorse inizialmente previsto

pari a 7,5 miliardi di lire; 47 progetti ammessi al finanziamento per

complessivi 8,849 miliardi di lire; numero di vittime della tratta che

hanno beneficiato di tali progetti: 1.836; permessi di soggiorno

rilasciati per motivi di protezione sociale: 1.062; vittime della tratta

contattate dagli operatori: 10.637; vittime accompagnate ai servizi

sociali: 8.801;

Avviso n. 3 (2001): ammontare risorse inizialmente previsto

pari a 7 miliardi di lire; 58 progetti ammessi al finanziamento per

complessivi 9,442 miliardi di lire; non vi sono ancora dati disponibili

sul numero di soggetti assistiti;

Avviso n. 4 (2002): ammontare risorse inizialmente previsto

pari a 2,84 milioni di euro; 70 progetti ammessi al finanziamento per

complessivi 4,538 milioni di euro, da avviare o in itinere.

I dati disponibili, ed in particolare l’incremento del numero di

vittime della tratta aiutate, nonche´ dei progetti presentati ogni anno,

permettono di registrare sia una crescita del fenomeno della tratta sia

un maggiore impegno degli enti che, attraverso il sostegno e l’aiuto

delle vittime, sono coinvolti nell’attivita‘ di contrasto del fenomeno.

Atti Parlamentari — 6 — Camera dei Deputati — 3826

XIV LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI

ANALISI TECNICO-NORMATIVA

1. Aspetti tecnico-normativi in senso stretto.

A) Analisi dell’intervento normativo.

Il disegno di legge ha la struttura di un intervento novellatorio ed

incide, innanzitutto, sulla legge 20 febbraio 1958, n. 75 (cosiddetta

« legge Merlin »), aggiungendo quattro commi all’articolo 1, e introducendo

l’articolo 6-bis. Resta inalterato lo spirito della legge, che

viene, anzi, rinforzato mediante la previsione di un divieto di

prostituirsi per via o in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

E‘ fatto richiamo al codice civile in relazione alla possibilita‘ di

azionare l’articolo 1170 (azione di manutenzione del possesso) da

parte di possessori di immobili per turbative recate da chi, nell’alloggio

di proprieta‘ , lasci che vi si eserciti la prostituzione; ed

all’articolo 1136, quinto comma, in relazione all’adozione di regolamenti

condominiali che escludano l’utilizzo di immobili compresi

nello stabile per esercitarvi abitualmente la prostituzione.

Il disegno di legge introduce l’articolo 590-bis del codice penale,

al fine di determinare il grado della colpa tenendo conto, nei reati

commessi mediante la trasmissione di agenti patogeni per via sessuale,

dei controlli sanitari eseguiti.

Viene modificato, relativamente alla pena, l’articolo 600-bis del

codice penale concernente la prostituzione minorile ed e‘ prevista

un’aggravante speciale ai reati associativi di cui all’articolo 416 del

medesimo codice ove finalizzati al reclutamento, all’induzione, all’agevolazione,

al favoreggiamento o allo sfruttamento della prostituzione.

Si richiama l’applicabilita‘ dei meccanismi di tutela di cui al capo

II del decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito, con modificazioni,

dalla legge 15 marzo 1991, n. 82, e successive modificazioni, in

relazione alla collaborazione offerta da soggetti che esercitino la

prostituzione.

Infine, e‘ aumentato lo stanziamento per le iniziative di assistenza

di cui all’articolo 18 del testo unico di cui al decreto legislativo 25

luglio 1998, n. 286, con fondi pari a 5.580.000 euro per gli anni 2003,

2004 e 2005.

Atti Parlamentari — 7 — Camera dei Deputati — 3826

XIV LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI

DISEGNO DI LEGGE

__

ART. 1.

(Modifiche alla legge 20 febbraio 1958,

n. 75).

1. All’articolo 1 della legge 20 febbraio

1958, n. 75, sono aggiunti, in fine, i seguenti

commi:

« L’esercizio della prostituzione e‘ vietato

in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

Il contravventore al divieto di cui al

secondo comma e‘ punito con la sanzione

amministrativa da duecento a tremila

euro. In deroga a quanto previsto dall’articolo

8-bis della legge 24 novembre 1981,

n. 689, ove una prima violazione sia stata

accertata, e si sia verificata la reiterazione

di essa, il fatto e‘ punito con l’arresto da

cinque a quindici giorni e con l’ammenda

da duecento a mille euro.

Non e‘ punibile per i fatti di cui al

secondo comma chi, in base a specifici e

riscontrabili elementi, risulti essere stato

indotto a prostituirsi mediante violenza o

minaccia.

Chiunque compie atti idonei diretti inequivocamente

ad avvalersi delle prestazioni

sessuali di soggetti che esercitano la

prostituzione in luogo pubblico o aperto al

pubblico e‘ punito con la sanzione amministrativa

da duecento a mille euro. In

deroga a quanto previsto dall’articolo 8-bis

della legge 24 novembre 1981, n. 689, ove

una prima violazione sia stata accertata, e

si sia verificata la reiterazione di essa, il

fatto e‘ punito con l’ammenda da duemila

a quattromila euro ».

2. Dopo l’articolo 6 della legge 20

febbraio 1958, n. 75, e‘ inserito il seguente:

« ART. 6-bis. – 1. Non e‘ punibile per il

reato di favoreggiamento previsto dall’articolo

3, primo comma, numero 8), chi,

esercitando esso stesso la prostituzione, si

sia attivato, senza alcun fine di profitto o

Atti Parlamentari — 8 — Camera dei Deputati — 3826

XIV LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI

di lucro, per prestare assistenza nei confronti

di un altro soggetto esercente la

medesima attivita‘.

2. Ai sensi della presente legge, non

costituisce reato di favoreggiamento previsto

dall’articolo 3, primo comma, numero

8), la locazione per civile abitazione

a canoni di mercato di appartamenti nei

quali si eserciti la prostituzione. In tali

casi, i possessori di altre unita‘ immobiliari

inserite nel medesimo fabbricato, che abbiano

subý‘to turbativa del proprio possesso

dall’esercizio dell’attivita‘ di prostituzione,

possono agire nei termini e con le

forme di cui all’articolo 1170 del codice

civile.

3. In ogni regolamento condominiale di

fabbricati destinati a civile abitazione, con

la maggioranza di cui all’articolo 1136,

quinto comma, del codice civile, possono

essere previsti il divieto o limitazioni all’esercizio

della prostituzione nello stabile

».

ART. 2.

(Valutazione della negligenza nella pratica

della prostituzione).

1. Dopo l’articolo 590 del codice penale

e‘ inserito il seguente:

« ART. 590-bis. (Valutazione del grado

della colpa). – Nei casi previsti dagli articoli

589 e 590, ove la morte o la malattia

sia stata provocata da agenti patogeni

trasmessi sessualmente da soggetto che

eserciti abitualmente la prostituzione, il

giudice, nel valutare la sussistenza ed il

grado della colpa, tiene conto dei controlli

clinico-sanitari effettuati e della loro frequenza

».

ART. 3.

(Prostituzione minorile).

1. Il secondo comma dell’articolo 600-

bis del codice penale e‘ sostituito dal seguente:

« Salvo che il fatto costituisca piu‘ grave

reato, chiunque compie atti sessuali con

Atti Parlamentari — 9 — Camera dei Deputati — 3826

XIV LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI

un minore di eta‘ compresa tra i quattordici

ed i diciotto anni, in cambio di denaro

o di altra utilita‘ anche non economica, e‘

punito con la reclusione da sei mesi a tre

anni e con la multa non inferiore a seimila

euro. La pena e‘ ridotta di un terzo se

l’autore del fatto e‘ persona minore degli

anni diciotto ».

ART. 4.

(Associazione per delinquere finalizzata allo

sfruttamento della prostituzione).

1. Le pene previste dall’articolo 416 del

codice penale sono aumentate fino a due

terzi per coloro che promuovono, costituiscono

od organizzano l’associazione e da

un terzo alla meta‘ per gli altri, nel caso

che l’associazione stessa abbia il fine di

commettere piu‘ delitti di reclutamento,

induzione, agevolazione, favoreggiamento e

sfruttamento della prostituzione.

ART. 5.

(Interventi di protezione sociale).

1. Fermi restando i provvedimenti previsti

dall’articolo 18 del testo unico delle

disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione

e norme sulla condizione

dello straniero, di cui al decreto legislativo

25 luglio 1998, n. 286, alle persone che

collaborano significativamente con l’autorita‘

giudiziaria o con la polizia giudiziaria

nelle indagini concernenti i delitti di cui

all’articolo 600-bis del codice penale e

all’articolo 4 della presente legge, si applicano,

in quanto ne sussistano i presupposti,

le disposizioni del capo II del decreto-

legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito,

con modificazioni, dalla legge 15

marzo 1991, n. 82, e successive modificazioni.

2. A decorrere dall’anno 2003, lo stanziamento

previsto per l’attuazione dei programmi

di cui all’articolo 18 del citato

testo unico di cui al decreto legislativo 25

luglio 1998, n. 286, e‘ aumentato di

5.580.000 euro per ciascuno degli anni

2003, 2004 e 2005.

Atti Parlamentari — 10 — Camera dei Deputati — 3826

XIV LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI

3. Le questure segnalano ai servizi

sociali competenti gli stranieri che siano

stati indotti all’esercizio della prostituzione

al fine di favorirne in condizioni di

sicurezza il ritorno in patria.

4. All’onere derivante dall’attuazione

del comma 2 si provvede, per l’anno 2003,

mediante corrispondente riduzione dello

stanziamento iscritto, ai fini del bilancio

triennale 2003-2005, nell’ambito dell’unita‘

previsionale di base di parte corrente

« Fondo speciale » dello stato di previsione

del Ministero dell’economia e delle finanze

per l’anno 2003, allo scopo parzialmente

utilizzando l’accantonamento relativo al

Ministero medesimo e, per gli anni 2004 e

2005, mediante corrispondente riduzione

dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo

47, secondo comma, della legge 20

maggio 1985, n. 222, relativamente alla

quota destinata allo Stato dell’8 per mille

dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.

5. Il Ministro dell’economia e delle

finanze e‘ autorizzato ad apportare, con

propri decreti, le occorrenti variazioni di

bilancio.

Atti Parlamentari — 11 — Camera dei Deputati — 3826

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