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D.:Quali sono alcune delle condizioni affrontate dalle
donne Palestinesi?

Maha Nassar: Le donne Palestinesi, essendo parte della
società, sono coinvolte nella lotta e sono soggette
sotto ogni punto di vista all'oppressione del governo
israeliano, quali check-points, confisca di terre,
l'uccisione dei nostri figli, distruzioni in generale
e soggette all'arresto, percio' questa è parte della
nostra situazione. Le donne palestinesi devono anche
affrontare la tradizionale concezione della donna
nella nostra società, la quale considera le donne come
seconda o terza classe.  Sfidando i gruppi
fondamentalisti e la loro visione della donna della
donna e del suo ruolo.  Per altro alcuni  abbiano
scordato il nostro ruolo il quale è molto importante
nell' intera lotta nazionale, specialmente durante
entrambi le intifada.  Il terzo punto è la situazione
legale delle donne.  Le leggi nella nostra società
sono per lo più a favore degli uomini, percio' le
donne devono combattere per cambiare le leggi.  Le
donne hanno bisogno di varare nuove leggi che le
proteggano da ogni genere di discriminazione e
violenza e che puntino a fissare i diritti dei
lavoratori ed i diritti civile e il codice di
famiglia.

D.: Come la vostra organizzazione, UPWC, lavora con le
donne indirizzando questi bisogni?

Maha Nassar:  Prima di tutto, la nostra unione è
focalizzata e lavora duramente per la lotta nazionale,
per accrescere la coscienza femminile nella lotta
nazionale e sociale, perchè crediamo che i tre fattori
dell'oppressione - economico, sociale e nazionale- che
colpisce le donne siano collegati tra loro. 
Il primo passo che facciamo con le donne è quello di
organizzare numerose lezioni, seminari, e corsi di
formazione rivolti alle donne dei villaggi e degli
abitati piu' disagiati.  Il secondo passo è cercare di
creare opportunità di lavoro per le donne in modo che
divengano economicamente indipendenti, e quindi anche
socialmente, allora potranno lasciarsi maggiormente
coinvolgere nella lotta nazionale.  Abbiamo anche
programmi di leadership per giovani donne, in modo che
possano divenire futuri leaders, educandole su diversi
livelli come giurisprudenza, comunicazione,
informatica, assistenza sociale e sanitaria, in modo
che possano essere in grado di riflettere il loro
interesse per la situazione femminile e la lotta
nazionale in un modo migliore.  L’unione dei comitati
delle donne Palestinesi ha programmi di assistenza
d’emergenza.  L’adozione familiare provvede a piu’ di
350 famiglie con un supporto mensile che puo’ aiutarle
a superare la deterioratasi situazione economica.  Non
crediamo nelle associazioni caritatevoli e non lo
siamo, crediamo che le donne debbano trovare un lavoro
invece di cercare la carità.
Organizziamo anche asili d’infanzia, perché solleva da
un grosso carico  le donne specialmente le piò povere.
Avendo i propri figli in un asilo, dove vengono
insegnati i principi della democrazia, i diritti umani
e di genere, le donne avranno tempo per andare a
lavoro o per dedicare tempo a se stesse.

D.: Con la pesante repressione del regime israeliano,
cosa vuol dire essere un attivista durante l’Intifada?

Maha Nassar: Il governo israeliano non crede che la
lotta sociale sia separata dalla lotta nazionale e
loro mirano a tutti gli attivisti sociali perché sanno
che le loro energie saranno prestate alla lotta
nazionale.  Parlo qui di coloro i quali sono affiliati
ad associazioni politiche e organizzazioni di base,
non coloro i quali sono affiliati con intellighenzia,
accademici o associazioni caritatevoli.  I nostri
attivisti e le donne politicamente attive affiliate ad
altre organizzazioni politiche sono nel mirino
dell’occupazione.  
Io stessa sono stata arrestata molte volte durante la
prima intifada per attività politicamente collegate
alle donne. Sono stata agli arresti domiciliari. E
come altro esempio hanno arrestato la moglie di Ahmed
Saadat (il segretario generale del fronte popolare per
la liberazione della Palestina) perché loro vogliono
pressare il marito e perché lei è un’ attivista
politica. Essere un’attivista nella lotta nazionale e
sociale è lo stesso e ti devi aspettare di essere
incarcerata, perere la libertà di movimento, o anche
di essere obbiettivo dell pallottole dell’occupazione
quando stai andando a fare la spesa, a comprare
medicine o vestiti in un’area chiusa.  Ti devi anche
aspettare di spendere la maggior parte del tuo tempo
per la causa del tuo popolo e di essere sempre pronta
ad ogni chiamata per qualunque caso d’emergenza. Devi
essere pronta ad assumerti il rischio di fare questo.

D.: L’amministrazione Bush ha proposto questo piano di
“pace “ chiamato road map. Cosa ne pensi?
Maha Nassar: Quando Bush ha proposto questo piano di
pace, era ovvio che la nostra gente l’avrebbe
rifiutato.  Non è un problema di emozionalità, è un
problema di conoscenza, persino i nostri bambini sanno
che il governo USA fornisce Israele con gli F16 e gli
Apaches….Sanno che questi aerei ed elicotteri sono
usati dagli isaraeliani per farla finita con le vite
dei nostri figli.  E i missili sono fabbricati in
america.  Percio’ è ovvio senza previa prolungata
analisi politica che il primo primo ministro
palestinese, Mahmud abbas, sia uno strumento nelle
mani degli americani e degli israeliani.  La road map
è solo un modo per
Dare sicurezza ad israele e non prende in
considerazione nessuno dei diritti del popolo
palestinese riconosciuti dalle risoluzioni ONU – come
il diritto ad avere uno stato, il diritto al ritorno
Gerusalemme capitale e il rilascio dei prigionieri
politici; la cessazione delle confische di terra,
della costruzione di insediamenti e del furto delle
fonti idriche.  Lo stato palestinese proposto dalla
road map- che non ha ancora confini e si suppone da
stabilire nel 2005- è solo un pretesto per prendere
tempo per gli israeliani in modo da creare precedenti
sulla carta che rendano di fatto impossibile tutto
cio’ per la lotta palestinese.

D.: Come sta rispondendo il movimento palestinese alla
road map?

Maha Nassar: Sin dall’inizio i palestinesi hanno
cominciato a dimostrare contro la road map perchè
nessuna delle promesse del nuovo primo ministro sono
state rispettate.  La gente ha cominciato a scrivere
slogan sui muri e a gridare alle manifestazioni
chiedendo per le dimissioni del primo ministro per le
sue meschine negoziazioni.  Lo hanno criticato per
aver mollato sul diritto al ritorno chiedendogli di
avanzare una posizione sui prigionieri politici.
L’autorità palestinese deve rilasciare i prigionieri
politici, specialmente il segretario generale del
Fronte Popolare, saadat, e i suoi compagni i quali
sono tenuti nelle carceri palestinesi sotto la
custodia di soldati americani e inglesi.  Questo è
vergognoso perché si suppone che il governo
palestinese debba essere democratico e che rispetti le
differenti appartenenze ideologiche dei palestinesi.
Il ruolo dell’Autorità Palestinese  è quello di
mantenere il leaader storico del movimento nazionale
in carcere e di confiscare armi rudimentali alla
popolazione.  L’ANP  sta facendo questo per compiacere
l’occupante.  Questo sta crescendo sempre di più la
rabbia verso il sistema di sicurezza palestinese, e
muovendo il popolo palestinese verso una rivoluzione
contro la sua  autorità.


D.:  Perchè sei negli stati uniti?

Maha Nassar: Sono qui per accrescere la consapevolezza
sulla nostra causa come popolo palestinese e come
movimento delle donne palestinesi, ed il suo ruolo in
ambedue le lotte, sociale e nazionale attraverso
incontri con differenti rappresentative, gruppi e
associazioni.  Sono qui per cercare di chiarificare
che la nostra resistenza non è terrorismo.  Terrorista
è la pratica che viene condotta dagli stati
organizzati con un un ben sviluppato apparato bellico
contro civili e con il supporto del potere globale,
che è la faccia peggiore del colonialismo.  Sono qui
anche per far sapere alla popolazione americana come
prova che le madri palestinesi non sono come è stato
detto di noi dai mass-media, come esseri senza cuore o
sentimenti.  Al contrario la lotta della donna
palestinese è quella di concludere l’occupazione,
perché hanno dei cuori, e non badano a loro stesse
quanto hanno cura del futuro dei propri figli.  Le
madri soffrono quotidianamente quando vedono i lor
figli sottoposti a differenti umiliazioni ed offese,
le quali accresceranno le loro paure e anche la loro
situazione psicologica quando cresceranno.
Le donne palestinesi cercano la pace e non possono
essere facilmente sconfitte da soluzioni parziali
mirate a concludere la causa palestinese.


D.: Cosa possono fare I progressisti americani per
supportare in particolare il vostro lavoro?

Maha: Quando la gente negli USA preme sul proprio
governo per cambiare le loro politiche esterne mirate
a  terrorizzare ed uccidere i figli di Palestina,
opera una grossa differenza per le donne palestinesi,
perché esse sentono così che le donne attorno al mondo
le supportano, dandogli in questo modo una speranza in
una pace legittima.  I progressisti americani possono
anche supportare i differenti progetti delle donne,
attraverso i quali possano aiutare la società, come
asili e consulenza legale; dovrebbero chiedere il
rilascio dei prigionieri politici e dovrebbero creare
una rete mediatica alternativa ai tradizionali canali
di diffusione.

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