I LUOGHI DELLE DONNE:
UNA SPECIE IN VIA D’ESTINZIONE
A dispetto della lunga tradizione del femminismo romano, i luoghi delle
donne oggi in una grande città come Roma, si contano sulla punta delle dita
di una sola mano.
Uno di questi luoghi è il Centro LUNA E LE ALTRE, nel quartiere di Spinaceto,
una periferia metropolitana fatta di palazzoni e centri commerciali che è
stata teatro, nella seconda metà degli anni ottanta, di una delle più grandi
occupazioni di case mai avvenute a Roma.
Proprio in quegli anni, tra le mura di quegli appartamenti, durante le
cosiddette assemblee degli occupanti, nasceva il gruppo LUNA E LE ALTRE. Le
donne che ne facevano parte e lo spazio che subito dopo avevano occupato in
uno stabile vuoto del Comune di Roma, divennero parte integrante di un pezzo
del movimento delle donne romano, il Coordinamento dei Collettivi Femministi
di Roma.
Negli ultimi anni LUNA E LE ALTRE ha ospitato corsi di lingua per donne non
italiane, borse lavoro per donne rom e donne italiane in stato di
difficoltà, proiezioni e serate a tema, laboratori di movimento corporeo.
Dal 1995 inoltre vi si svolgono attività di lotta alla violenza contro le
donne, in collaborazione con altri gruppi di Roma e di altre città italiane
ed europee.
Oggi il Dipartimento per le Politiche del Patrimonio del Comune di Roma, con
un’operazione che tende a negare la storia e ad avvilire i soggetti che ne
sono stati protagonisti, chiede per quel luogo 53.000 euro di arretrati e un
affitto mensile di 388 euro a partire da gennaio 2004 rifacendosi alla
delibera 26 del 1995 che prevede l’assegnazione degli spazi occupati prima
del 1995 alle associazioni che vi svolgano attività riconosciute di pubblico
interesse.
Noi non vogliamo sottometterci alle regole del mercato culturale e dei
servizi che riducono ogni intervento sul territorio cittadino ad un’impresa
economica.
Forse non è inutile sottolineare che se non ci fossero state le occupazioni
(di LUNA E LE ALTRE, e delle molte altre in giro per la città) sarebbe stato
forte ed evidente sia il fallimento dell’organizzazione degli spazi
cittadini sia il costo, in termini sociali, che questo fallimento avrebbe
portato con sé.
Il contributo portato dalle occupazioni all'innalzamento del livello
culturale, alla lotta all'emarginazione, nonché il rifiuto della
mercificazione della cultura e delle relazioni sociali sono stati di tale
importanza che, a distanza di circa dieci anni, anche l’intervento delle
istituzioni cittadine ne segue il modello.
LUNA E LE ALTRE è uno spazio sottratto all’abbandono e alla rovina nella
logica di restituire alle donne del quartiere e della città un luogo di
confronto, dibattito, elaborazione politica, creatività. Tutto quello che
oggi è possibile vedere all’interno, dalle pareti al pavimento,
dall’impianto elettrico a quello idraulico, dall’arredamento alle
attrezzature per la palestra sono il frutto di ciò che le donne e le
lesbiche, che nel corso degli anni hanno utilizzato lo spazio, hanno saputo
e voluto mettere volontariamente a disposizione delle altre.
La sopravvivenza di Luna e le Altre dipende anche dal vostro aiuto.
Sosteneteci nella richiesta dell’abbattimento del debito pregresso e della
drastica riduzione del canone d’affitto.
Aderite alla campagna inviando una vostra firma e/o la firma del vostro
gruppo al seguente indirizzo di posta elettronica
lunaelealtre@libero.it