CENTRO DONNA L.I.S.A.

Via Rosina Anselmi 41 00139 Roma 0687141661

info@centrodonnalisa.it

 
                 donne in rete contro la violenza.

vuoi ricevere notizie dal centro donna?


 
iscriviti cancellati

 

 

libera associazione di donne

HOME

chi siamo

come raggiungerci

violenza contro le donne

LEGALE E PRIMA ACCOGLIENZA

appuntamenti

foto

corsi

AUTOPRODUZIONI

COMUNICATI

PROGETTI

FORMAZIONE

 

Lunedì 31 ottobre alle ore 19.30 incontriamo al Centro Donna L.I.S.A.  una rappresentante del Movimento Sem Terra del Brasile.
Si tratta di Maria de Fatima Ribeiro, che lavora attualmente nel Rio Grande del Nord. E' una delle dirigenti storiche, la prima donna nella Direzione Nazionale. I settori di cui si occupa sono educazione e genere.
E' una buona opportunità per conoscere da vicino l'interessante realtà del Movimento Sem Terra brasiliano, e le elaborazioni politiche delle donne in questo movimento.

Ecco la traduzione di uno dei documenti elaborati durante un convegno dalle donne del MST:

 

LA PARTECIPAZIONE DELLE DONNE E LA QUESTIONE DI GENERE NEL MST

 Senza dubbio l'MST è uno dei movimenti che coinvolge più donne nella lotta. È un'organizzazione che si propone di riunire le famiglie per lottare per la terra, per questo le donne sono presenti fin dai primi momenti.

Ma tra essere presenti e partecipare c'è molta differenza. E’ vero che per molte donne l'MST è stato ed è la possibilità di liberarsi di varie forme di oppressione e di affermarsi come donne e come lavoratrici. Però, per un grande numero di esse, che sono presenti negli accampamenti e negli assentamenti[1], l'MST ancora non ha creato le condizioni affinché  possano partecipare realmente alla lotta per la terra, per la riforma agraria, e per la trasformazione sociale.

La presenza delle donne nella struttura organizzativa dell'MST è ancora piccola, sia a livello nazionale che nelle istanze di base. Così come è minoritaria la partecipazione delle donne nelle lotte per la conquista della terra, il che si riflette nella poca partecipazione all’interno degli assentamenti.

Negli ultimi anni stiamo cercando di creare nell’MST una nuova organizzazione che permetta una partecipazione più attiva delle famiglie, perché ci siamo resi conto che abbiamo bisogno di rinforzare la nostra organizzazione elevando il livello di coscienza dei militanti e questo è possibile solo se più gente parteciperà ai dibattiti  e alle lotte in  tutti i settori.

Una delle grandi sfide del MST è ampliare la partecipazione delle donne.

Nel MST, così come negli altri movimenti sociali, sindacati e organizzazioni di sinistra del Brasile, si partiva dal presupposto che le lotte contro il machismo, il razzismo, sarebbero dovute essere collocate in secondo piano, che si sarebbe dovuto dare la priorità alla lotta di classe, perché dopo con il socialismo, automaticamente, tutte le discriminazioni sarebbero scomparse.

Invece, l'esperienza dei paesi che hanno conquistato il socialismo ma che non hanno superato le disuguaglianze di genere, così come le ingiustizie vissute quotidianamente dalle donne, dai neri e dagli omosessuali anche nelle organizzazioni che lottano per il socialismo, ci hanno insegnato che la costruzione dell'uomo nuovo e della donna nuova hanno necessità di svilupparsi insieme al processo lotta di classe.

È evidente che le donne hanno meno opportunità di lavorare nel movimento e quando questo succede hanno meno accesso alle informazioni strategiche, alle strutture, alle risorse.

E anche facile capire che le donne hanno meno opportunità di partecipare alle attività di studio, a partire dei corsi di base, fino a quelli di specializzazione o di formazione politica, e le poche che ci riescono hanno difficoltà a mantenersi perché le condizioni sono complicate, mancano asili di qualità nella maggioranza di spazi, manca la solidarietà del gruppo per aiutare le madri nel lavoro con i bambini, manca l'appoggio finanziario delle organizzazioni per permettere di viaggiare con i bambini. Le donne sono molte nei corsi nell’area dell’educazione e della salute, perché occuparsi di bambini e ammalati è considerato nella società in generale come lavoro femminile.

In molti assentamenti le donne non partecipano alle discussioni sulle politiche economiche, molte nemmeno sanno come e dove le risorse siano investite. Nonostante sia una linea politica del MST che le informazioni debbano essere date nelle riunioni di nucleo in presenza di tutta la famiglia, tecnici e dirigenti passano le informazioni e fanno formazione in riunioni con soli uomini e non incentivano la partecipazione delle compagne.

Si vedono però i segnali che l'MST sta camminando verso una maggiore uguaglianza di genere, perché abbiamo un movimento che di fatto è condotto da uomini e donne, come mostra la nostra bandiera[2]. Tra questi segnali possiamo evidenziare:

·                    è già norma del MST che ogni nucleo di base abbia un coordinatore e una coordinatrice.

·                    In vari corsi di formazione c'è uno sforzo di garantire la partecipazione del 50% delle donne.

·                    Nonostante tutte le difficoltà ci sono molte compagne che si stanno impegnando a coordinare settori nazionali e statuali, ed assumere cariche nella direzione.

·                    La direzione nazionale dell'MST a partire dal 2006 dovrà essere composta da una donna e da un uomo di ogni Stato. In alcuni stati la direzione statuale e già formata da una compagna e da un compagno di ogni regione o brigata.

 

Disuguaglianze tra uomini e donne 

La società brasiliana è una società capitalista perché  una piccola parte della popolazione concentra le ricchezze  (terra, fabbriche ecc.) e vive dello sfruttamento del lavoro della popolazione povera. Oltre questa disuguaglianza di classe, c'è anche una disuguaglianza tra uomini donne, e per questo diciamo che la nostra società è maschilista.

Il maschilismo è un preconcetto che parte dalla convinzione che gli uomini siano superiori, tanto fisicamente quanto mentalmente, delle donne. Essendo un preconcetto sociale sta nelle idee e nelle azioni tanto degli uomini quanto delle donne.

Tutti e tutte abbiamo imparato a vivere e a riprodurre il maschilismo come una cosa naturale.

Il maschilismo appare in varie forme:

·                    nel linguaggio, quando ci dirigiamo solo ai compagni, o nelle barzellette che squalificano le donne

·                    nelle musiche in cui le donne sono chiamate cagne, malvagie, lamentose

·                    nelle pubblicità in cui l'immagine delle donne è utilizzata per stimolare la vendita di birra, macchine, o di qualsiasi altro prodotto, o quando le donne sono usate per decorare programmi di intrattenimento

·                    nella distribuzione della terra (solo il 12% delle terre degli assentamenti del Brasile sono intestate a donne) e nella distribuzione della ricchezza (la maggioranza delle persone povere del mondo sono donne)

·                    nelle religioni (Dio è padre e chi celebra i principali sacramenti o detiene il potere nelle chiese sono gli uomini)

·                    nella scuola attraverso un' educazione differenziata per bambine e bambini

·                    nella politica in cui gli uomini occupano la maggioranza dei posti di potere

·                    nelle organizzazione della classe lavoratrice e contadina in cui le donne non solo hanno poche opportunità di partecipare nelle decisioni, hanno anche poca influenza nel proporre la piattaforma di lotta

·                    nelle cose più semplici come nelle favole per bambini in cui le donne sono buone e sceme e devono  essere protette da un principe forte intelligente, o sono cattive e brutte e devono essere eliminate.

·                    nelle varie forme di violenza contro le donne (violenza verbale, psicologica e fisica contro le donne). Del Brasile ogni quattro minuti una donna è aggredita nella propria casa, e nel 70% dei casi l'aggressore è il marito o compagno.

 

Che intendiamo per genere? 

Diciamo che una società è maschilista quando ha un modello di genere che alimenta le disuguaglianze e che per combattere il maschilismo è necessario costruire nuove relazioni di genere. Ma cosa intendiamo per genere?

Il genere è una specie di modello che ogni società ha: in accordo con il modello di genere le persone, gli spazi, le cose sono classificate come maschile o femminile.

Pertanto il modello di genere è quello che definisce cosa è maschile e cosa femminile, vale a dire come ognuno si deve vestire, parlare, camminare, comportarsi, pensare e dove e come deve lavorare. Infine il genere è stabilito come un modello socio- economico- culturale che influenza gli uomini  e le donne in tutti gli aspetti.

Questo modello non sorge e nemmeno perdura casualmente, si costruisce durante il tempo e muta in accordo con gli interessi della classe dominante, o a partire dalle lotte di chi è oppresso dal modello di genere esistente.

Per verificare come il modello di genere può mutare basta ricordarci come era la vita degli uomini delle donne 50 anni fa in Brasile. È innegabile che molte cose sono cambiate nelle abitudini, nei comportamenti, nel proprio corpo, nelle idee, nella famiglia, nel mercato del lavoro, nella produzione economica. Alcuni cambiamenti sono stati stimolati dalla classe capitalista per vendere più prodotti o per sfruttare meglio le classi povere, ma altri cambiamenti sono stati conquistati dalle lotte, come per esempio il voto delle donne, il diritto delle donne allo studio, il diritto al divorzio, la libertà sessuale tra le altre.

In tutte le società le classi dominanti si preoccupano molto del modello di genere perché è fondamentale per mantenere la dominazione. Nel capitalismo, le relazioni di genere contribuiscono affinché la società veda come naturale le disuguaglianze tra ricchi e poveri poiché il modello di genere si alimenta delle relazioni diseguali tra uomini donne.

Le disuguaglianze di genere cominciano nella famiglia, sono rafforzate nelle scuole e nelle religioni e, per aggravare la situazione, quotidianamente i mezzi di comunicazione alimentano il maschilismo. E’ così che la maggioranza delle persone apprende da subito che è " naturale " che nella società  esistano disuguaglianze e ciò che è naturale non si può mutare e per questo non lottano contro il maschilismo, contro il razzismo, contro il capitalismo.

Un'altra conseguenza di questo modello di genere diseguale e’ che i padroni lucrano molto con l'oppressione delle donne, perché il lavoro domestico, che nella maggioranza delle famiglie e’ fatto gratuitamente dalle donne come se fosse un loro obbligo, non è remunerato dal sistema capitalistico. Potete immaginare come dovrebbero essere i salari se le donne fossero pagate per stirare, cucinare, occuparsi della casa, dei bambini? Tutto questo lavoro, esige tempo e sforzo fisico e mentale, ma non è remunerato e nella maggioranza delle volte non è nemmeno riconosciuto come lavoro né dai figli né dai mariti.

I compiti degli uomini delle donne non sono naturali, sono sociali, appresi nella società. Non è naturale che la donna sappia curare la casa e bambini, lei lo ha imparato fin da piccola nei giochi (normalmente alle bambine vengono regalati giochi di bambole e casette), aiutando la madre dei compiti domestici. Non è nemmeno naturale che bambini abbiano più coraggio e forza, fin da piccoli sono rimproverati quando piangono, con l'argomento che l'uomo non piange, sono stimolati a giocare in forma violenta: lotte, guerre, usare armi giocattolo...

Così possiamo concludere che nasciamo maschio e femmina. E' la società  che ci costruisce come uomini e donne. Se i compiti degli uomini e delle donne non sono naturali, significa che possono essere cambiati.

 

Il settore di genere del MST

il settore di genere dell'MST è il frutto di un lungo percorso di lotta della donna senza terra per una maggiore partecipazione nel MST, per conquistare più opportunità di essere dirigenti e militanti del movimento.

Dopo aver per molti anni tentato di conquistare spazi nell'MST attraverso l'organizzazione delle donne in spazi specifici, le dirigenti senza terra hanno cominciato a dibattere questi problemi a partire dal concetto di genere, durante gli anni 90.

Studiando la questione di genere le donne senza terra si sono rese conto che avevano bisogno di coinvolgere tutte le organizzazioni nel dibattito e nella costruzione delle condizioni oggettive per garantire la partecipazione delle donne. Alla fine abbiamo appreso nell'esperienza di più di 20 anni di MST che solo partecipando si eleva il livello di coscienza. E’ stato a partire da questa necessità e di tutto un processo di discussione interna che fu creato il settore di genere nell'incontro nazionale del MST del 2000.

Questo settore ha il compito di animare il dibattito di genere nelle istanze e nei settori del MST, condurre le riflessioni su questa tematica negli spazi di formazione, elaborare materiali, proporre attività, azioni e lotte che contribuiscano ad una partecipazione ugualitaria di uomini e donne nel MST,  e ad implementare le linee politiche di genere.

Un altro compito del settore é mettere in discussione cose che sono considerate " naturali " tanto della società quanto nel MST, ripensare  le idee, le concezioni nelle regole e nei comportamenti maschilisti, mostrando la necessità di una nuova coscienza e di una nuova pratica di uomini donne che vogliono costruire una nuova società.

 

Linee politiche di genere dell'MST.

Queste linee furono approvate dal coordinamento nazionale dell'MST nel 1999:

·                    garantire che il documento di concessione dell'uso la terra sia a nome dell'uomo e della donna.

·                    Assicurare che le risorse e progetti di organizzazione siano discussi da tutta la famiglia (uomini donne e figli che lavorano), e che i documenti siano firmati e che l'esecuzione e il controllo siano realizzati da tutta la famiglia

·                    incentivare l'effettiva partecipazione delle donne nella programmazione delle linee di produzione, nell'esecuzione del lavoro produttivo, nell'amministrazione delle attività e nel controllo dei risultati.

·                    In tutte le attività di formazione di tutti settori dell'MST, assicurarsi che ci sia il 50% della partecipazione di uomini e 50% di donne

·                    garantire che in tutti i nuclei di base degli accampamenti e assentamenti ci sia un coordinatore e una coordinatrice che di fatto coordini  le discussioni, gli studi e la formazione del nucleo e che partecipi a tutte le attività come rappresentante

·                    garantire che in tutte le attività del MST, in tutti i settori, ci sia un asilo infantile per permettere l'effettiva partecipazione della famiglia

·                    assicurare la realizzazione delle attività di formazione sopra il tema di genere e di classe in tutti settori e attività dell'MST, dal nucleo di base fino alla direzione nazionale

·                    garantire la partecipazione delle donne nel fronte di massa, nei settori di produzione, cooperazione e ambiente, per incentivare le donne ad andare all'accampamento, partecipare alle attività di organizzazione della lotta, ed essere attiva negli assentamenti

·                    realizzare la discussione sulla cooperazione in forma ampia, cercando di stimolare organismi che liberino la famiglia dai faticosi lavori domestici quotidiani, come refettori, lavanderia ecc. comunitari

·                    garantire che le donne siano socie di cooperative e associazioni con uguaglianza di salario, nell’amministrazione, pianificazione e nella discussione politica e economica 

·                    combattere tutte le forme di violenza, particolarmente contro le donne e bambini che sono le maggiori vittime di violenza nel capitalismo

 


 

[1] Accampamenti: terre occupate ma non ancora assegnate; assentamenti: terre assegnate dopo occupazione

[2]

 

 

 

materiali

legislazione

centri antiviolenza

 DONNE IN RETE CONTRO LA VIOLENZA

consultori a Roma

rassegna stampa

contraccezione e aborto

LINKS

 

site search by freefind advanced


 

Via Rosina Anselmi 41 00139 Roma 0687141661

Puoi sostenere le attività del Centro Donna L.I.S.A.  inviando un contributo a  Ass. Donne in Genere O.N.L.U.S. IBAN  IT97 H062 8003 2050 0000 3010 136 

Donne in Genere è una O.N.L.U.S.Ogni contributo in suo favore e' detraibile ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs 4/12/97 n. 460 O.N.L.U.S.