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Il premio Nobel per la pace a Wangari Maathai è il riconoscimento delle battaglie delle donne africane contro la guerra e la povertà

 

La 64enne keniota militante ecologista e attivista per i diritti umani con il suo "Green Belt Movement" si è battuta per un'Africa democratica e non si è lasciata intimidire nelle sue battaglie ambientaliste da regimi corrotti e dittatoriali.

 L'attuale Ministro per l'ambiente del Kenia grazie alle numerose iniziative di riforestazione in molti stati africani non solo ha evitato conflitti armati, ma con i suoi appelli a favore del mantenimento delle foreste keniote ha contribuito a garantire la sopravvivenza di molte popolazioni indigene del Kenia. 

In questo modo gli Ogiek e altre popolazioni di cacciatori e di raccoglitori possono contare sul sostegno della Maathai nella comune lotta contro l'eliminazione delle proprie foreste. 

Più di 100.000 ettari di foresta nella quale vivono gli Ogiek, secondo il volere di politici keniani dovrebbero essere concesse alle multinazionali del legname per una successiva conversione a terreno coltivabile. 

Wangari Maathai si è dichiarata pronta a resistere contro ogni progetto di eliminazione di ulteriori foreste in Kenia. La ministra ha dichiarato che il mantenimento delle foreste tradizionali deve avere la massima priorità. La deforestazione minaccerebbe l'esistenza stessa di molti popoli nativi del Kenia.

Nonostante le numerose intimidazioni, periodi di detenzione e percosse nelle stazioni di polizia, la Maathai ha continuato imperterrita nella sua lotta per la democratizzazione del Kenia.

L'attuale ministro per l'ambiente ha oggi tutti i mezzi per contribuire alla democratizzazione del suo paese e per impedire nuove violazioni dei diritti umani nei confronti dei popoli indigeni.

 da: http://www.gfbv.it/2c-stampa/04-1/041008it.html

 

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