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DIFFERENZA TRA MOLESTIA SESSUALE E COMPORTAMENTI BENE ACCETTI

  • La molestia sessuale è un atto o un comportamento indesiderato dalla persona cui è rivolto, quindi si distingue da altri comportamenti che danno luogo a “reciprocità”, come quelli amichevoli, di corteggiamento, di seduzione, di ironia.
  • Il molestatore non è un “corteggiatore goffo” ma una persona consapevole di ciò che sta facendo, e determinata a continuare.
  • Le molestie sessuali possono essere molto diverse tra loro. Anche l’attenzione più banale, se reiterata, senza il consenso della destinataria, può diventare ossessionante

COSA FARE IN CASO DI MOLESTIE

  • Poiché i molestatori seguono una sorta di copione che riproduce in tutti i casi esaminati lo stesso schema generale, con piccole varianti, è importante tener nota di ogni fatto, registrando la data e l’ora in cui è avvenuto, e davanti a quali persone.
  • Spesso il molestatore ha una “carriera” alle spalle, ha tenuto in precedenza comportamenti molesti e per questi motivi è stato rimosso da incarichi o da uffici precedenti. È importante annotare con le precise parole dette le proposte o le minacce avanzate quando si è da soli o dietro una porta chiusa, e i richiami o le osservazioni fatte davanti ad altri
  • Si può ricorrere alla Magistratura con il sostegno delle Organizzazioni Sindacali e delle Associazioni di Donne

   COME COMPORTARSI

  • Fidarsi della propria percezione e rifiutare quei comportamenti che suscitano disagio, anche se sembrano generalmente accettati
  • Rilevare la negatività dell’atto in sé
  • Coinvolgere se possibile i colleghi di lavoro chiedendo loro se hanno avuto le stesse esperienze e di raccontarle
  • Annotare ogni episodio di molestia, riportando con precisione i particolari.

COSA NON SI DEVE FARE 

  • Non cercare di nascondere il fatto.
  • Non cercare di minimizzarlo.
  • Non pensare di essere responsabile di quanto accade.
  • Non cedere al timore di non essere creduta o di essere derisa o di subire ulteriori ritorsioni.
  • Non affrontare in solitudine la lotta contro le molestie.
  • Non reagire in modo da rischiare il licenziamento in tronco.
  • Non reagire in modo da rischiare denuncie da parte del molestatore.

Alcune cose da ricordare: 

La molestia non è legata né all’abbigliamento né al trucco. Vengono molestate donne di ogni età, di ogni classe sociale, in ogni tipo di lavoro. In Italia una donna su tre ogni giorno è oggetto di comportamenti molesti.

Normative europee

La Direttiva del Consiglio relativa all’attuazione, negli Stati membri, del principio di parità di trattamento fra le donne e gli uomini per quanto riguarda l’accesso al lavoro, le condizioni di lavoro e la sicurezza sociale risale al 9 febbraio 1976.  Da quel momento è cominciato l’iter che ha portato al formale riconoscimento del fenomeno delle molestie nei testi comunitari. La dignità delle donne nel mondo del lavoro è stato il primo Rapporto sul problema delle molestie sessuali negli Stati membri della Comunità Europea (Ufficio delle Pubblicazioni delle Comunità Europee) elaborato da Michael Rubenstein nel 1987. In seguito la Commissione delle Comunità Europee ha redatto la Raccomandazione della Commissione del 27 novembre 1991 sulla tutela della dignità delle donne e degli uomini sul lavoro con allegato il Codice di condotta relativo ai provvedimenti da adottare nella lotta contro le molestie sessuali, alla cui stesura hanno collaborato M. Rubenstein e de Vries autori anche della Guida pratica per l’attuazione del Codice di Condotta.

I DIRITTI CHE LEDONO 

  • Ledono il diritto al lavoro e il diritto alla salute.
  • Creano discriminazione
  • Offendono la dignità della persona
  • Minano la fiducia nelle proprie capacità;
  • Ostacolano la piena integrazione nel mondo del lavoro;

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